L’Otto alla PARI #23 – Il costo invisibile della performance

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A IVL ci occupiamo di futuro: e un futuro equo e sostenibile è l’unico possibile!

Ogni progetto lascia un’eredità: «TRA PARI: dialoghi e azioni di parità» nasce da qui: dall’esperienza di Incroci di Genere, dal lavoro condiviso, dalle idee che hanno preso forma nel tempo.

Ripartiamo insieme, con la stessa energia e con nuove prospettive: per continuare a parlare di parità non come obiettivo lontano, ma come orizzonte possibile e quotidiano.

Perché rediamo che il cambiamento culturale sia un processo collettivo, e che creare un mondo più equo e sostenibile sia una responsabilità condivisa: sappiamo che la strada è lunga, ma abbiamo voglia di percorrerla insieme a voi.

Per questo, L’Otto alla PARI continua: sempre qui, sempre l’otto, sempre alla PARI!

 

C’è una frase che molte donne si sono sentite dire almeno una volta nella vita, spesso con ammirazione, a volte con una punta di invidia: “Ma come fai a fare tutto?”

È una domanda che sembra un complimento; e in parte, forse, lo è. Ma nasconde, sotto la superficie, un’aspettativa enorme: che fare tutto sia normale, possibile, anzi dovuto. Che l’equilibrio tra lavoro, famiglia, cura degli altri e realizzazione personale sia una questione di organizzazione, di volontà, di metodo. Di merito.

Nessuno, però, chiede mai quanto costa.

La performance silenziosa

Esiste un tipo di stanchezza che non si vede nei dati di produttività, non compare nei KPI aziendali, né finisce nei report sul benessere organizzativo. È la stanchezza di chi, ogni giorno, recita un doppio ruolo: quello della professionista competente e quello della persona che tiene insieme tutto il resto.

Si chiama doppio turno, e non è una metafora. È il tempo concreto, misurabile in ore, in energie, in pensieri occupati, che le donne dedicano al lavoro di cura dopo quello retribuito. Gestire i figli, seguire gli anziani, organizzare la casa, ricordare gli appuntamenti, anticipare i bisogni degli altri. Un lavoro invisibile che non smette mai.

Ma accanto al doppio turno esiste qualcosa di ancora più sottile: la pressione della performance. L’aspettativa, interiorizzata prima ancora che imposta dall’esterno, di dover essere all’altezza su tutti i fronti. Di non mostrare la fatica. Di non chiedere aiuto. E di non fermarsi, mai.

Il nodo del benessere organizzativo

Qui entra in gioco il ruolo delle imprese, e della formazione che le accompagna.

Il benessere organizzativo non è riducibile solo ai benefit aziendali: è un elemento strutturale che riguarda le modalità tramite cui il lavoro è organizzato, come vengono distribuiti i carichi, come viene riconosciuto, e retribuito, il contributo di ciascuna persona. Riguarda la cultura interna: cosa si dice, cosa si dà per scontato, cosa si chiede implicitamente.

Quando la formazione parla di resilienza senza parlare di equità, sta spostando il problema sull’individuo invece di affrontarlo nel sistema.

Le imprese, e in particolare le piccole e medie imprese artigiane, che rappresentano il tessuto vivo del nostro territorio, hanno un ruolo cruciale. E oggi, in un mercato del lavoro dove trattenere i talenti è diventata una delle sfide più concrete per chi fa impresa, le PMI che scelgono di affrontare i temi del benessere (la distribuzione dei carichi di lavoro, la flessibilità, la cultura interna) non stanno semplicemente facendo la cosa giusta: stanno facendo la cosa intelligente.

Una conversazione che vale la pena fare

Il 17 aprile, al Teatro Torresino (Padova), insieme a Irecoop Veneto Srl, organizziamo il Festival delle Connessioni Possibili, un evento che vuole essere esattamente questo: uno spazio per connettere persone, idee e prospettive su temi che spesso restano ai margini del discorso sul lavoro.

Contenuto dell’articolo

Tra i temi al centro ci sono i carichi di cura, la performatività femminile, il benessere nelle organizzazioni.

Vi aspettiamo per un paio d’ore di conversazioni vive con Enrica Tesio e Barbara Montagnini, con ironia, con onestà, con la voglia di guardare le cose da un’angolazione diversa.

Perché alcune domande meritano di essere fatte ad alta voce, in una stanza piena di persone disposte ad ascoltare. Come fai a fare tutto? Ma soprattutto: perché dovresti?

👉 Scopri il programma e iscriviti all’evento: Festival delle Connessioni Possibili

 

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Ci vediamo il mese prossimo!

Sempre qui, sempre l’otto, sempre alla PARI.

Stay tuned!

 

Il progetto è realizzato grazie ai Fondi europei della Regione del Veneto

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