Attenzione! Futuri in corso #13 – La competenza più richiesta nel 2030? Saper imparare

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Fare formazione significa accompagnare al cambiamento.
Questo ci spinge, inevitabilmente, a guardare al futuro: un futuro che possiamo collaborare a costruire, insieme, in maniera strategica e sostenibile.

Attenzione! Futuri in corso è qui per questo: per decidere insieme verso quale futuro andare.

Ogni settimana leggiamo previsioni sulle “professioni del futuro”, sulle competenze che serviranno nei prossimi cinque anni, sull’impatto dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti. Ma c’è un tema che resta spesso sullo sfondo, troppo poco dibattuto, troppo poco valorizzato, e che invece dovrebbe guidare ogni strategia di crescita, a livello individuale e organizzativo: la capacità di apprendere in modo continuo.

Secondo i più recenti rapporti europei (Cedefop, OCSE), entro il 2030 la competenza più richiesta sul mercato non sarà legata a una tecnologia o un settore, ma alla nostra abilità di imparare, disimparare e reimparare. In un contesto in cui l’obsolescenza delle competenze è sempre più rapida, il vero vantaggio competitivo non sarà avere “la competenza giusta” al momento giusto, ma saper aggiornarsi, spostare lo sguardo, uscire dalla comfort zone. In altre parole: avere una flessibilità cognitiva capace di reggere il ritmo del cambiamento.

Questa prospettiva cambia radicalmente il modo in cui pensiamo la formazione nelle aziende. Per PMI, HR, formatrici e formatori, significa rivedere il concetto stesso di upskilling e reskilling: non più corsi isolati, ma ecosistemi di apprendimento che stimolano curiosità, pensiero critico, voglia di sperimentare. Dobbiamo passare da una logica di offerta a una di allenamento continuo.

Perché è lì che nasce la motivazione. È lì che si costruisce un senso di appartenenza, autonomia, futuro condiviso.

Perché il lifelong learning è strategico (non solo utile)

Il report 2024 del Cedefop ci mostra un quadro inequivocabile:

🔹 Il 50% degli adulti europei avrà bisogno di aggiornare o trasformare le proprie competenze nei prossimi anni

🔹 Entro il 2035, solo il 9% dei lavoratori sarà a bassa qualifica

🔹 La domanda di profili altamente qualificati crescerà del 21% rispetto al 2025

Fonte: Cedefop

Ma non è solo una questione di numeri.

La trasformazione è sistemica: riguarda la transizione verde, quella digitale, i cambiamenti demografici, l’invecchiamento attivo. E richiede risposte integrate, capaci di tenere insieme tecnologia, cultura, relazioni.

Come evidenzia anche l’OCSE nel report The Triangle of Lifelong Learning (2024), l’apprendimento continuo è uno degli strumenti più potenti per affrontare queste transizioni. Ma per funzionare davvero deve essere:

Motivatore

Rilevante

Accessibile

Non basta “offrire corsi”. Serve creare un contesto che stimoli il desiderio di apprendere, che valorizzi chi si mette in gioco, che dia continuità alla crescita.

Le imprese oggi non sono solo luoghi di lavoro. Possono e devono diventare ambienti di apprendimento continuo.

Formazione e motivazione: due facce della stessa medaglia

Cosa spinge davvero una persona a restare in azienda? Cosa fa la differenza tra chi esegue e chi si coinvolge?

La risposta, o almeno una parte essenziale, ha a che fare con la possibilità di apprendere.

Non solo formazione “frontale”, ma un clima aziendale in cui si possa:

  • osservare,
  • fare domande,
  • ricevere feedback,
  • confrontarsi tra generazioni,
  • evolvere insieme.

Quando ben progettata, la formazione continua attiva un circolo virtuoso:

Le competenze si aggiornano

La motivazione cresce

L’autonomia si rafforza

La capacità di risposta si amplia

La competitività aumenta

E questo vale soprattutto per le PMI, che devono affrontare complessità crescenti con risorse limitate. Qui, la formazione non è un extra: è una strategia di sopravvivenza e crescita.

Piccoli passi per grandi trasformazioni

Chi ha detto che servano grandi investimenti per promuovere lifelong learning?

Spesso bastano azioni semplici ma costanti per attivare nuovi modi di apprendere:

🔹 Peer learning settimanale tra colleghi e colleghe

🔹 Mentoring intergenerazionale

🔹 Mini-percorsi su soft skill

🔹 Valorizzazione delle competenze informali

🔹 Feedback regolari e dialogo aperto

L’importante è che l’apprendimento non sia percepito come qualcosa di esterno o imposto, ma come un diritto concreto, una leva di fiducia.

E quando la fiducia circola, anche la motivazione cambia volto: non più solo adempimento, ma partecipazione. Non più mansione, ma significato.

Un consiglio operativo per HR e PMI

Vuoi attivare una nuova cultura della formazione nella tua realtà?

Inizia con una domanda tanto semplice quanto potente: “Cosa vorresti imparare quest’anno?”

È una domanda che apre uno spazio di ascolto. Invita a mettersi in gioco. Trasmette un messaggio chiaro: “ci interessa la tua crescita, non solo la tua produttività”.

Da qui può nascere un piano formativo più autentico, sostenibile, partecipato. Un piano che non si limita a colmare i gap, ma che genera visione.

Perché la vera innovazione non nasce solo dalla tecnologia. Nasce dalla motivazione. E la motivazione passa dalla possibilità di evolvere.

💬 E tu?

Ti occupi di HR, formazione o cultura organizzativa?

Raccontaci: quali pratiche di lifelong learning hai già attivato nella tua realtà? Cosa ha funzionato, e cosa no?

Scrivici: noi leggiamo tutto. E, magari, ne parliamo nella prossima edizione.

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